Ex Seccatoi

GRANDI CICLI: PITTURA - SCULTURA | 1974-1993

Gli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurati nel 1990, collocati nell’immediata periferia di Città di Castello, costituiscono un esemplare recupero di archeologia industriale operato per volontà di Alberto Burri che li ha immaginati come luogo adatto ad ospitare le sue ultime creazioni. Vi sono esposte 128 opere realizzate fra il 1974 e il 1993. Burri entra negli Ex Seccatoi, così come aveva fatto a Palazzo Albizzini, rispettoso di tutte le potenzialità di questo incredibile spazio, coniugandolo perfettamente ai suoi lavori più recenti.
L’enorme complesso, che risale all’immediato dopoguerra, era destinato a raccogliere il tabacco coltivato nell’Alta Valle del Tevere e assolve, nel 1966, il nobile compito di accogliere i volumi della Biblioteca Nazionale, e del Tribunale di Firenze dopo l’alluvione, affinché restaurati.
Nelle opere esposte l’interesse del pittore si concentra primariamente su un unico materiale: il cellotex, una sorta di impasto di legno impiegato sin dai primi quadri degli anni Cinquanta come supporto, che ora viene svelato e sulla cui superficie l’artista interviene a volte scalfendo, incidendo o sollevandone la pellicola più esterna, altre volte dipingendolo. Le opere sono collocate per “cicli” in hangar distinti. Ognuno di essi ha una sua sinfonia composta da più elementi, tutti in armonia fra loro e l’uno imprescindibile dagli altri. I cicli segnano la svolta di Burri verso un’arte più complessa e monumentale, l’artista è stimolato dal rapporto di queste opere con gli spazi suggestivi e affascinanti degli Ex Seccatoi.
In questa sede si sono tenute conferenze d’arte moderna e contemporanea, sul restauro del contemporaneo, convegni d’aggiornamento in collaborazione con autorevoli istituzioni parallele, nazionali e internazionali.
Inoltre la Fondazione cura esposizioni e relativi cataloghi dedicati alle opere di Burri, poster, cartoline e video sulla vita e sul lavoro dell’artista, in vendita nei bookshop dei tre spazi espositivi.

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L’OPERA GRAFICA PERMANENTE | 1957-1994

Il 12 marzo 2017 è stata inaugurata una nuova sezione museale nei sotterranei degli immensi Ex Seccatoi per esporre tutta l’opera grafica del Maestro. Le tre sezioni espositive costituiscono, dunque, la raccolta più esaustiva del lavoro di Alberto Burri. L’opera grafica consta di 196 opere create fra il 1957 e il 1994. È un viaggio attraverso le incognite della tecnica grafica che Burri “piega” per ottenere quello che fino a poco tempo prima sembrava impossibile con quegli stessi mezzi. Esemplare la realizzazione delle Combustioni del 1964 e 1965 nelle quali è ricreato sulla carta il processo della combustione, in assenza dell’azione reale del fuoco.
L’artista ritiene la produzione grafica campo di sperimentazione non meno di quanto non abbia fatto con le sue creazioni coeve. Vari aspetti inediti “contamineranno” anche l’opera unica, altri emergono con forza nell’opera grafica: è del 1947 la presentazione da parte di Libero de Libero e Leonardo Sinisgalli della prima esposizione di Burri alla galleria La Margherita di Roma; Emilio Villa collabora con Burri a due edizioni di poesie con tre interventi del pittore nel 1962 per Variazioni e nel 1973 con 10 litografie che accompagnano le poesie di Saffo liberamente tradotte da Villa. In occasione dell’ottantesimo compleanno di Giuseppe Ungaretti vede la luce il libro di poesie di Bruna Bianco e Ungaretti con una Combustione omaggio di Alberto Burri. Nella copia che i due poeti dedicano a Burri, Ungaretti scrive: «Amo Burri, perché non è solo il pittore maggiore di oggi, ma è anche la principale causa d’invidia per me: è d’oggi il primo poeta».
Fra le tecniche assolutamente nuove per la grafica: la mixografia e i multipli. Un percorso, quello di Alberto Burri, che si snoda in tre spazi particolarmente suggestivi apprezzati dal Maestro per poter raccontare tutta la sua storia artistica.

 

BURRI - DOCUMENTI E PERCORSI DAL 1915 - SEZIONE DOCUMENTARIA

La Sezione documentaria completa e arricchisce la visita delle tre raccolte museali della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello: quella delle opere di Burri dal 1948 al 1985 collocata in Palazzo Albizzini e le altre due situate negli Ex Seccatoi del Tabacco dedicate rispettivamente ai grandi Cicli degli anni Settanta-Novanta e alle Opere grafiche. Dopo l’incontro diretto con i lavori del Maestro, la Sezione documentaria fornisce idonei ed efficaci strumenti visivi e multimediali per la conoscenza, la comprensione e l’approfondimento della sua opera.
In questa Sezione la vita di Alberto Burri è interamente ripercorsa fin dalla sua nascita a Città di Castello il 12 marzo 1915, presentandone le molteplici esperienze in campo pittorico-scultoreo e architettonico, gli incontri con i critici e gli artisti, le mostre personali, le partecipazioni a rassegne internazionali e i testi specialistici che permettono la conoscenza approfondita dell’uomo e dell’artista.
Il materiale si articola con immagini relative alle varie stagioni della sua opera, ai contatti in ambito artistico nonché agli allestimenti delle maggiori esposizioni. A ciò si aggiungono documenti autografi, riproduzioni di opere, di inviti, di cataloghi, di video e di film, il tutto commentato in italiano e inglese.
La prima parte della Sezione documentaria è strutturata in dieci proiezioni multimediali, secondo una modalità già felicemente sperimentata in occasione della recente esposizione Burri: lo Spazio di Materia tra Europa e USA, che trattano gli esordi pittorici dell’artista, l’incontro con la realtà romana del dopoguerra e l’avventura statunitense che lo porta ad essere uno dei maestri europei più esposti negli anni Cinquanta negli USA, fino al confronto e all’amicizia con i principali protagonisti della scena internazionale.
A ciò seguono le radicali esperienze pittoriche di Burri, il particolare ed inedito uso di nuove materie – dal catrame alla tela di sacco, dal legno al ferro, dalle materie plastiche al cretto e al cellotex – l’uso di tecniche compositive che rinnovano quelle del collage e dell’assemblaggio fino all’impiego innovativo del fuoco, l’elaborazione del monocromatismo e i grandi Cicli degli ultimi anni della sua produzione. Vengono analizzati ancora altri aspetti del suo lavoro che riguardano la spazialità plastica, gli allestimenti sempre puntuali, il rapporto con il teatro e lo spazio ambientale. Rilievo e importanza sono dati inoltre alla Fondazione Burri, voluta dall’artista stesso, e al suo iter costitutivo a Città di Castello, nonché alle attività portate avanti da questa dopo la morte del Maestro avvenuta nel 1995 e alle numerose iniziative presentate in Italia e all’estero nel corso delle recenti celebrazioni del Centenario della nascita: dalla mostra retrospettiva al Guggenheim di New York alle numerose esposizioni, dal completamento del Grande Cretto a Gibellina alla ricostruzione del Teatro Continuo di Milano, dalla riproposizione di spettacoli teatrali, alla produzione di convegni internazionali.
La seconda parte della Sezione si avvale delle moderne tecnologie informatiche e, attraverso l’uso di touch-screen, permette la consultazione di numerosi testi critici, storici, dépliant, riviste, cataloghi di personali e di importanti esposizioni collettive a livello internazionale, nonché di soffermarsi su di essi con ingrandimenti e approfondimenti multimediali.
L’ultima parte presenta, dal vero, in una sorta di biblioteca multimediale, vari documenti originali.
A conclusione, in sale attigue alla Sezione documentaria, sarà possibile visionare video e film dedicati al Maestro o ai suoi lavori: dai primi documenti televisivi ai film monografici, fino a quelli recenti, dedicati alla lettura di alcune sue opere e alla documentazione di spettacoli teatrali. L’uso delle tecnologie più avanzate permetterà in seguito una continua messa a punto e un arricchimento costante delle varie sezioni documentarie della mostra nonché la possibilità di rielaborazione del materiale in occasione di prossime presentazioni nazionali e internazionali dell’opera del Maestro. I musei della Collezione Burri, la Biblioteca, l’Archivio storico e ora la Sezione documentaria fanno di Città di Castello uno dei centri più autorevoli e importanti d'Italia, sia in termini di qualità che di quantità, per conoscere e studiare l'arte di Alberto Burri e della fine del XX secolo.

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FONDAZIONE PALAZZO ALBIZZINI COLLEZIONE BURRI 
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Video 12.03.2018

INAUGURAZIONE BURRI DOCUMENTA

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    • - Linea F.S. Firenze-Roma: Stazione di Arezzo. Procedere poi con autobus per Città di Castello (Autolinee SITA)
    • - Linea Ferrovia Centrale Umbra (F.C.U.) Sansepolcro-Terni:, attraversa tutta l’Alta Valle del Tevere con fermate in molte località del territorio
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    • - Città di Castello-Arezzo-Firenze con Autolinee SITA
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